Archivio Mensile: gennaio 2011

Local vs Global TV

Devo ammettere che non sono mai stata una fan delle tv locali. Anche se quando ero piccola mi ricordo che vedevo sempre i cartoni su Super3 (Renzi la Strega, Doraimon etc) e il programma di una tale Sonia, La posta di Sonia con una tipa che nonostante le varie urban legends non è deceduta per overdose ma anzi sembra tale e quale a vent’anni fa- io la definisco sindrome alla Cristina D’avena- con i capelli con lo stesso identico taglio a boccoli e i vestiti rassicuranti da sorella maggiore, e velleità canore che purtroppo nello specifico avrebbe fatto meglio a tenere per sè.

Probabilmente le radici della mia insonnia vanno ricercate proprio in questa eccezionale (sotto molti aspetti) performance:

Se non vi vengono gli incubi così, quando vi vengono?

Comunque, vi chiederete probabilmente dove sono andata a prendere il tema di questo post (so che state già sghignazzando, ma se mi postate qualcosa di eccessivamente osceno qua sotto, modero e vi cancello) , ebbene sto leggendo in questi giorni La tv del sommerso (2004) di Aldo Grasso, fulgida ricognizione dello stato delle tv locali pre diffusione del digitale terrestre.

Ora il 90% delle tv trattate mi sono assolutamente ignote (per lo più sono nordiche e quindi anche volendo…) comunque mi ha ricordato tanti momenti assurdi della tv italiana tra le varie televendite di coltelli, compressori, vibromassaggiatori e panciere  e le telefonate di casalinghe disperate a chiromanti/psicologi/veggenti che dispensavano massime come “Non lascerà mai sua moglie!”. E ancora le mattine da piccolina in soggiorno a guardare le repliche dei film di Fred Astaire.

Il mio preferito era Seguendo la flotta (1936):

Chiuderei, quindi, questo post delirante con un’ultima nota su un personaggio, che ha cambiato la tv italiana nel bene e nel male, e che mia nonna vedeva sempre. Sto parlando di Gianfranco Funari.

Grasso racconta che durante una trasmissione (Extra Omnes, 2005-2006 su Odeon credo) a un ragazzo che nel dibattito continuava a ripetere “Non so se mi capisce”, Funari avrebbe detto che in queste occasione si dovrebbe dire piuttosto “Non so se mi sono spiegato bene”. Un momento di umiltà che a molti probabilmente sarebbe impossibile.

E su questa nota pseudoromantica vi lascio. Non male eh per un post tirato su con la cocoina….

 

 

And the winner is…

Non so se sia una coincidenza o piuttosto la scelta infausta di un collaboratore, ma Rihanna riesce sempre a superarsi in fatto di coattaggine (zoraggine, truzzagine, esaurimento come preferite).

Quando pensi che ha raggiunto un limite (e già con Rude boy uno sì che poteva parlare di limite raggiunto), ecco che lo oltrepassa con nonchalance.

Con Only Girl (In the World) uno pensava che avevamo toccato il fondo: il set con la rosa è devastante. Anche le movenze da posseduta e il blippare dello schermo (perdonate ma il mio italiano davanti a tali evoluzioni resta in minoranza) che ti fa rischiare l’epilessia (la citazione colta è dai Simpson)

Ma Rihanna non poteva lasciarci a bocca asciutta nel suo ultimo video. Sto parlando ovviamente di What’s my name in cui non so quale particolare del look sia peggio: i capelli rosso FIAT plasticosi, la mise in pantaloncini, giacchetta fatta con il tessuto delle tende da esterni e il fiocco in testa fatto con le retine dei mandarini oppure le unghie finte tipo Wolverine. Anche il tipo che è con lei, tale Drake, sembra decisamente imbarazzato: forse per reazione ha i capelli rasati e indossa una normale felpa grigia, nella speranza di mimetizzarsi (non so vi ricordate la “tuta disindividuante” in Un oscuro scrutare di Philip K. Dick, un po’ così insomma).

Capisco in primo luogo che ai signori maschietti questi particolari non fanno né caldo né freddo: Rihanna è bella e non si discute.

In secondo luogo la canzone prende sul serio e quindi escluso mentalmente il video si può procedere a canticchiare in serenità il motivetto del ritornello (“Ooh na na, What’s my name? Ooh na na, What’s my name?”) davanti agli scaffali dei cereali al super. Il problema è quando un commesso ti guarda come fossi pazza, o peggio canticchia con te. Mamma mia, che figure!

Prodotti Make up Top 2010

Inizia l’anno ma non sono finiti i resoconti di quello precedente così il web pullula di classifiche di prodotti, film canzoni del 2010.

Tra le varie di mio interesse, ovviamente quelle sul make up.

Immancabile la lista dei prodotti top di Cliomakeup, che intelligentemente segnala anche prodotti che usa da anni ma che ha usato molto nel 2010.

Peccato però che segnali diverse  cosucce che non is trovano in Italia o che sono troppo care (per chi non lo sapesse alcuni trucchi – tra cui Clinique – in USa costano leggermente di meno). Da provare l’acqua struccante di Avene. Io confermo la qualità dei Matitoni Kiko: economici e versatili.

Anche Jeadorelemakeup ha raccontato i suoi prodotti (1 per tipologia): solo prodotti però che ha “scoperto” nel 2010. Da segnalare la palette Naked di Urban Decay (un must), con marroni, grigi, blu e nudi mat veramente belli,  e Enchanting Glamourland di Too faced, comoda perchè contiene oltre un gloss, uno shadow insurance (cioè un primer per ombretto, che per la cronaca è perfetto). Peccato segnali sopratutto prodotti un pò costosetti, tranne prodotti Madina, e talvolta introvabili.

LLa logorroica ma simpatica  Blair (juicystar07) con i prodotti scoperti nel 2010 o prima e usati tutto l’anno. Da provare, ma sicuramente caro, è il fondotinta di Laura Mercier (credo un pò difficile da trovare in Italia). Spiega poi la sua metodologia, un pò strana a dire il vero, di applicare due fondotinta: uno in polvere per fissare l’altro. Comunque non ho mai provato quindi non so. Un buon prodotto che consiglia, molto vario, è la Natural eye pallette di Too faced. Gli altri prodotti sono veramente difficili da trovare in Italia.

No potevo pensare di chiudere però senza la mia. Ecco alcuni dei miei prodotti preferiti del 2010, usati e scoperti (non siamo troppo speciosi!)  nel corso di tutto l’anno, da cui se volete potete trarre ispirazione:

- profumo: Un jardin sur le Nil di Hermès: fresco può essere usato d’inverno e d’estate. Prodotto caro, ma è me è stato regalato per Natale :P

-smalto di Sephora Coleur multi-action, nel colore 03 blanc white: può essere usato da solo (per un effetto molto pulito) o come base per prendersi cura delle unghie.

occhi:

-il lemon aid di Benefit: un ombretto in crema giallo, usato anche come primer, che il lunedì mattinati fa sembrare un pò più salute nonostante le palpebre nere per l’insonnia

- i matitoni di Kiko (Long lasting stick eyeshadow): molto cremosi: buoni da soli o come base. Il mio preferito è antracite, base per uno smokey.

-urban look eyeliner and khol: una delle poche automatiche in circolazione. Ora se vi piace il tratto sottile non è per voi ma se come me siete per la striscia dell’autostrada questo fa al caso vostro.  Bellissimo in tutti i colori.

come mascara: Phenomen’eyes di Givenchy: con lo scovolino sferico (a palletta) è comodissimo e in pochi istanti ti apre lo sguardo. Effetto pazzesco.

per la bocca:

-Collistar supergloss volume immediato: bellissimo il colore n.9, uva gelée. Molto simile al color uva dei juicy tubes.

- collistar topgloss stick: n. 3 malva: sopratutto d’estate dà un effetto labbra bagnate, molto naturale sull’abbronzatura delle more.

Qui mi fermo perchè molti altri prodotti li ho cambiati tantissimo, non mi hanno soddisfatta oppure sono ancora sotto esame.

Quindi, buon trucco, buoni acquisti (passate da sephora, che ai saldi dà il meglio) e buon surfing sul web!