Sabato ero mezza morta: lavorare nel weekend è veramente deleterio, perchè dopo un po’ anche se non te ne accorgi, ti pesa. Ricomincia il lunedì che sei già stanca.
Quindi la sera del sabato per non danneggiare ulteriormente il tuo sistema nervoso, scartati il tunf tunf della discoteca e lunghe maratone all’opera, resta ben poco: ristorante o cinema.
E visti i costi del primo, e visto che tavolta i locali sono rumorosi e affollati e il servizio ai tavoli è gestito da tartarughe in pensione, spesso abbandonarsi sulla poltrona di qualche multisala di centrocommerciale è l’unica via per raggiungere il nirvana.
Basta aggiungere qualche cosa da sgranocchiare e una coca ed è perfetto.
parentesi: ormai visti i prezzi del cinema (pop corn d’oro etc) non resta che trafugare beveraggi e snack nella borsa di nascosto dalla maschera-piccola vedetta lombarda che guarda con occhi da lince la megaborsa e cerca di sgamarti mentre ci rimesti dentro, cercando il biglietto, con effetto borsa di Mary Poppins. Ma il libro Cuore non l’ha letto?
Comunque sabato sorso siamo andati a vedere la Versione di Barney film tratto dal libro di Mordecay Richler.
La storia, anche se abbreviata e sintetizzata, è resa veramente bene e pochi sono i cambiamenti sostanziali rispetto alla trama originale: tutti avvenimenti sono spostati di 10 anni in avanti e la narrazione finisce ai nostri giorni; Parigi diventa Roma e così via.
Quello che emerge in modo ben definito è comunque il personaggio di Barney, che anche se pasticcione, assurdo, incasinato, volgare e goffo, ama la vita più di chiunque altro e la vita fino all’ultimo giorno.
Non è un eroe forse, ma è facile da amare. E tanto – vi assicuro – basta.

