Li chiamo così. Quei giorni tra Capodanno e la Befana, tra le spese pre-cenone e i saldi, tra le ferie e la vera ripresa del lavoro.
I giorni della dieta depurativa a base di insalata, oro saiwa, te leggero e yogurt magro per cercare di richiudere i jeans.
Sono giorni modesti, sottotono in cui fai le cose, ma lentamente, in modo apatico. Guidi a due a l’ora sino a che chi ha pippato cocaina pure il 3 gennaio non ti suona il clacson e allora da 30 a l’ora passi a 40, facendoti però un po’ rodere.
Stamattina riprendo la macchina dopo aver fatto i pagamenti alla posta (dove come al solito non funzionano i numeretti e devi fare la fila e mi sono trattenuta dalla strage solo per i miei nuovi propositi cui presto dedicherò un post) e sento “Donne, è arrivato l’arrotino, l’ombrellario…….”
E non capisco da dove proviene il suono. E’ allora nello specchietto che vedo l’altoparlante legato al cofano di una BMW berlina fiammante e dentro un coattone di proporzioni extraterrestri con il braccio fuori dal finestrino che fuma.
Non c’è che dire…l’anno scorso deve essere stato molto buono.

