Shopping centered?

Ieri pomeriggio ho detto basta. Dopo una mattina, e sopratutto una settimana di lavoro ho fatto la botta di matto: sono uscita.

Ma faceva troppo freddo. Decisamente. E allora si mi sono trovata ad un bivio: congelare la mia cellulite oppure optare per un luogo coperto.

E non volendo andare al cinema, solo una soluzione rimaneva: il centro commerciale. Sì so cosa state pensando: se alle quattro sei già semi morta dal sonno, come puoi resistere alla bolgia infernale di uno shopping center?

Lo so, ora lo so. Ma avrei voluto che ieri qualcuno avesse la cortesia di dirmelo.

Mi sono avventurata verso le cinque bardata con stivaletti neri, guanti, cappello e sciarpa. Appena ho varcato le porte scorrevoli sono stata investita da un clima tropicale tanto che mi sono andata subito a comprare un Oasis. Come sempre la pubblicità è ingannevole e quindi, invece di un figone, me l’ha servita più un tipo così:

Dopo con tutto il mio armamentario (cappello, cappotto, guanti, sciarpia e …no gli stivaletti no) in mano sono partita per proseguire con la mia caccia ai saldi.

Ho provato prima con le cose serie: scarpe, cappotti, maglioni. Ma niente: tutti capi per folletti, puffi (senza offesa a entrambe le categorie) oppure escort e cubiste (idem). E allora non rimaneva che una soluzione, anzi due: comprare cibo e cazzate senza alcuna utilità.

Quindi sono andata da Accessorize e ho fatto miei quattro mini-evidenziatori con il cappuccio a forma di testa di orsetto (secondo la confezione sono topi mah) per ben 1.35 € e una matita con un ape a molla a 0.57€.

E mi chiedo come sia possibile che ne siano rimaste montagne in negozio. Mah.

Intanto il pomeriggio era quasi passato:  per pagare solo due cose sono state 30 min in fila tra “coattone supertruccate” in tuta adidas fluo, mamme “all’arrembaggio”, figlie pelle e ossa, vecchiette “non demordo” in leggins (trad. per i non addetti ai lavori: fuseaux) leopardati.

E si erano fatte le 19. Allora corro al super cercando quantomeno di accalappiare il necessario: kinder fetta al latte, succo di pomodoro, philadelphia.

Corro alla cassa amica e mi metto dietro ad una fila chilometrica. Passando 5 minuti e non ci muoviamo. Penso da solita razzista ad un ultranovantenne che no  riesce a passare i codici a barre.

Mi sporgo e vedo due trentenni, che probabilmente hanno fatto l’aperitivo con il Cynar.

Mi consolo: almeno non rischio di morire di fame nell’attesa.

Annunci

Una risposta a “Shopping centered?

  1. Vero in giro ci sono capi per gente piccina piccina, che noia per noi persone normali ;).
    a presto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...