Filosofia della castagnola

Barabba Marlin ha perfettamente ragione: sono golosa. E  se siano esattamente la fame o la gola a tenermi con gli occhi spalancati, non lo so  ma questa è una teoria assai plausibile.

In queste notti, comunque, ho pensato a un problema che credo ormai sotto gli occhi di tutti: nei forni e nelle pasticcerie spacciano dei bignè “tuttiigusti” chiamandoli “castagnole”.

Ora quando io ero piccolina, le castagnole erano semplicemente delle pallette di pasta fritte, che se le facevi a casa venivano dure come pietre, ma almeno le potevi usare come biglie.

Era tipo “ora o mai più”: se non le mangiavi in giornata l’unico modo per mangiarle era passarle al frullatore.

I più furbi o alcolisti ci mettevano quei liquori melliflui come l’Alchermes (parola per molti dalla pronuncia ignota – ne ho sentite varianti oxfordiane, francesi, messicane).

Quando ora dici: “Due etti di castagnole, per favore” ti senti rispondere “Come le vuole?”

Passi pure la ricotta, passi pure la crema ma il cioccolato e il pistacchio sono proprio troppo.

Si pone un problema ontologico: queste sono veramente castagnole? O sono mini bignè di San Giuseppe?

Neppure le pasticcerie sono più luoghi sicuri.

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6 risposte a “Filosofia della castagnola

  1. Hai ragione, c’è la versione fritte o al forno, ripiene di crema o di ricotta e poi quello che mi fa più incacchiare è lo zucchero a velo…
    Quelle che faceva mia madre quando ero piccola erano di colore brunito (perchè puntualmente le cuoceva troppo) ed erano gigantesche, ma rigorosamente con zucchero semolato 😉
    Ciaoooo!

  2. Che poi anche il bignè di S. Giuseppe dovrebbe essere rigorosamente alla crema, quindi spacciare un comune (per quanto potenzialmente squisito) mignon al cioccolato o al pistacchio per un dolce di stagione non ha proprio alcuna base scientifica

  3. >Barabba Marlin ha perfettamente ragione: sono golosa. E se siano esattamente la fame o la gola a tenermi con gli occhi spalancati, non lo ma questa è una teoria assai plausibile.

    C.v.d.: sei così golosa che ti sei mangiata anche un “so” verso la fine… 🙂

  4. Per i golosi la pasticceria é luogo di perdizione…E’ anche normale portare delle modifiche ai dolci tradizionali di carnevale, ma allora modificate anche il nome! Non credo sia chiedere troppo! Già ci pensano gli stranieri a chiamare come i nostri capolavori gastronomici dei loro tarocchi osceni!!!

  5. hai ragione…le vere castagnole sono altre…ma quelle con la nutella sono davvero qualcosa di divino!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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