Tutorial poste

Il popolo ha parlato: a grandissima richiesta (2-1) ha prevalso la proposta tutorial sulle poste.

La democrazia ha vinto (mi dispiace Barabba!).

Già immagino la fantastica sceneggiatura di questo video: io che esco di casa in tuta, scarpe da ginnastica, piumino e sciarpa possibilmente con attenggiamento gangsta rapper. Alla mia posta, infatti,  il 90% degli impiegati sono donne altrimenti proporrei uno stile Mariah Carey primo periodo per le più castigate e ultimo periodo per tutte le altre (tette finte a parte).

Signori uomini, invece, potete mettere quello che capita:

a- tanto le impiegate con voi sono sempre meno feroci

b- perchè tanto lo so che comunque selezionate i capi con la roulette russa.

Mi incammino con fare minaccioso e Stronger di Kanye West nell’i-pod verso l’ufficio postale, facendo prima un salto al bar per un caffè doppio onde scuotermi dal torpore post notte insonne.

La morale insomma è che in questi casi bisogna preparare il killer che è in ognuno di noi – oppure affittarne uno ad un buon prezzo su ebay.

parentesi: se qualcuno suggerisce in un commento di andare prima a prendere il numero alla posta e poi andare a prendere il caffè lo banno: mi è capitato che chiamassero 120 numeri in 3 min

Quindi,  bella carica entro e  prendo  i numeri per la fila A e C: non ho mai capito con quale logica perversa chiamino prima l’uno o l’altro quindi bisogna essere più furbi del sistema.

E a quel punto attendo in piedi: se mi siedo mi smonto.

Nelle orecchie  una playlist alla 8 mile sparata a tutto volume: le vecchiette accanto devono cominciare pure loro a dire “Yo yo” e fare segno con la mano.

Fisso il monitor con i numeri, mi focalizzo: ho abbassato il cellulare e sopratutto non do confidenza a nessuno.

Quando chiama il mio numero, zen mi raccomando, respiro profondamente e comincio a camminare sicura verso lo sportello.

Ed è quello il momento fatidico in cui una dolce vecchina bicentenaria (porta ancora la tenuta garibaldina) mi taglia la strada quansi uccidendomi e mi chiede con voce trememonda “Mi faresti passare cara?”

E allora mi siedo e quando mi chiama non so più cosa sono venuta a fare.

Vado lì e gli faccio vedere un appunto e quella mi dice “Ma non mi dica che non ha capito come si compila un bolletino?”

Ed è quello il momento sventurato in cui urlando tento di infilare il braccio nel buco del bancone per staccarle la testa.

Ora a quel punto si pongono due possibili finali:  non ci riesco e me ne torno a casa inc..ta nera oppure il secondo, il più probabile, resto incastrata e devono chiamare l’ambulanza per tirarmi fuori. O magari la neuro che è meglio.

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7 risposte a “Tutorial poste

  1. l’hai fatto davvero! ma tu sei una pazza! hauahuahua.
    grazie, c’avevo bisogno di farmi una risata 😀

  2. È che tu frequenti una posta all’antica, col divisorio in vetro.
    Negli uffici di moderna concezione l’interazione impiegato-utente fluisce liberamente e nulla ti tratterrebbe dal brutalizzarlo.
    Non so se sarebbe un bene.

  3. @ andy sempre a servizio!
    @simone.liuzzi mi segnaleresti una di queste poste?

  4. >La democrazia ha vinto (mi dispiace Barabba!).

    “Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza” come disse Nanni Moretti

    • @ barabba: ho colto il tuo punto etico-moral-politico. ti prometto che domani acquisto materiale per sperimentare la caccia al navii…occhialetti 3D etc etc….spero di non dover arrivare a rivedere il film…

  5. Meraviglia!!! Mi hai fatto notare una cosa a cui non avevo fatto mai caso….Gli impiegati maschi quando mi capitano loro si danno sempre un gran da fare per aiutarmi…Uno, anche caruccio, ha bloccato la coda per raccontarmi tutte le novità sul conto bancoposta annessi e connessi…Ma non sarà il caso che mi travesta da nonna Abelarda prima di entrare in quell’ufficio??? Dato che le donne sono la netta maggioranza….Buon weekend!

  6. Mi hai fatto sorridere grazie! : )

    Ultimamente una notte insonne di fila all’altra anche per me… mi sento molto solidale!
    Grazie per il passaggio nel mio blog: tengo duro sì, alla ricerca di un po’ di serenità in questa giornata di sole che scioglie il ghiaccio dei giorni scorsi.

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