Solo uno sfogo tra i miei amici

Un’altra notte che non riesco a dormire e l’ansia mi blocca. Nell’ordine oggi ho combinato un  casino e mi sono andata a infilare nell’ennesima situazione di schifo e non so come riuscirò ad uscirne.

E mi vergogno a dirlo ai miei amici: sembro una tipa svegli,a anche se scommetto che non lo direste in molti probabilmente dal mio blog. Quindi queste poche riflessioni le dico solo a voi.

Lo sapete tenere un segreto? Shhhhhh……

Oggi, mentre stavo facendo tutt’altro, mi sono chiesta: quando le cose che scrivi assumono un senso? Voglio dire : quando le tue parole cominciano a valere almeno per te, se non per gli altri?

Il mio tempo mi sembra sprecato, le mie parole sembrano volare al vento, incapaci di arrivare a più di un centimetro da me.

Non riesco a trovare un lavoro con cui la mattina mi posso alzare, dopo una notte intera di sonno, senza aver passato ogni singolo minuto nell’angoscia. Sono così scarpa?

Sì, perchè è facile dire che tanto tutto in Italia si fa per amicizia o per clientelarismo, ma dopo un pò ti cominci a chiedere: non sarà che effettivamente non valgo nulla? Che non sono abbastanza?

E se valgo come lo dimostro? E se non valgo, cosa mi resta da fare?

Forse la risposta è ANNULLARE la propria storia: ma è davvero possibile ricominciare? Dire: ok ho capito così non funziona più, chiudo tutto nei miei bauli e ricomincio da capo. Dall’inizio. Non lo so ma attendo una risposta non so da dove.

Ed intanto resto insonne. Al buio. O alla luce di un laptop.

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8 risposte a “Solo uno sfogo tra i miei amici

  1. Cara troubledsleeper, senza dubbio sembri una persona che sa il fatto suo. E già, immagino quanto sia frustrante non trovare un lavoro decente che ci faccia sentire un pò meno angosciate. Volevo dirti di non buttarti giù. Ok, bisogna sempre cercare di migliorarsi. Ma non ti azzerare. Purtroppo la situazione lavoro nel nostro paese è quella che è.. e a noi poveri giovani neolaureati e non.. ci fa perdere tempo e fiducia in noi stessi. L’unica cosa che NON si deve fare è demoralizzarsi, ma continuare a lottare. Non ti azzerare mai, perché quello che sarai lo potrai costruire solo sapendo chi eri prima.

  2. Ciao fanciulla, non so se posso permettermi di risponderti dato che era una confessione per pochi intimi 🙂
    E’ sciocco però non ti abbattere, anch’io sono presa da queste crisi. E’ dura e bisogna mettersi sotto esame sempre ma, beh, leggendo il blog e avendo chiacchierato in forma scritta, io ti assumerei immediatamente.
    Il lavoro e la carriera sono sopravvalutati per certi versi. Quello che conta è arricchirsi nella propria vita parallela, nutrire se’ stessi e gli altri, vivere appieno. Non lasciare che la vita professionale sia il giudizio che dai di te stessa. Siamo molto di più del lavoro che facciamo, specialmente noi precari giovani e specialmente di questi tempi! E poi hai sempre le notti per te! 🙂 Un abbraccio.

  3. è un problema che parte dalla società stessa… puoi anche essere il migliore, se però manca la meritocrazia resterai un povero operaio/a per tutta la vita.

    penso che debba essere cambiato qualcosa… e lo dobbiamo fare noi giovani, la generazione hi-tech. Il problema è capire cosa. Quindi non ti abbattere… una soluzione la troveremo in qualche modo 🙂

    Ciau

  4. ciao insonne,
    io essere piccolo ragazzotto di provincia, quindi guardo tutto da una prospettiva più ristretta di un caffè ristretto.
    dalla mia prospettiva le cose si stanno evolvendo così: cercare di spendere meno possibile in culo alla qualità.
    qualunque sia il settore.
    la parola del secolo è “outsourcing”, ossia trasferire il lavoro dove la manodopera costa meno.
    ripeto, in culo alla qualità.
    e lo sto vedendo accadere in tutti campi, compreso il mio che è l’informatica.
    va da sé che puoi avere tutte le capacità di questo mondo, la partita si gioca sui costi, e tu costi molto più di un cinese che è disposto a fare il doppio delle ore a un decimo del prezzo, pisciandosi anche addosso pur di non abbandonare il lavoro.
    questi diritti umani del cazzo eh?
    ho detto cinese perchè è uno stereotipo, non ho niente contro i cinesi sia chiaro, adoro bruce lee.
    sono anche certo però che là fuori non sia così desolante come nella tazzina da cui ti scrivo, o almeno voglio crederlo.
    va bene il cinese, ma ci sono campi in cui la qualità conta ancora qualcosa, almeno credo.
    e allora mi viene da darti solo un paio di stupidi consigli: prova a frequentare qualche corso che ti metta in mano una certificazione importante, qualsiasi sia il tuo campo.
    e perchè no, potresti anche cambiare totalmente genere di lavoro.
    avere passato anni a studiare e laurearti in un ramo non significa che debba per forza fare quello nella vita.
    prendi michele cucuzza, quello era un giornalista, poi s’è messo a fare il minchione, e gli riesce pure meglio.
    tornando al discorso certificazione, ci sono ditte che ricercano esclusivamente personale specializzato.
    metti in conto anche la possibilità di trasferirti in un’altra città, trovandoti magari un appartamentino da condividere con universitari/altri lavoratori per ammortizzare l’affitto, e di fare un po’ di fame.
    oppure inizia a promuoverti, conoscere gente.
    a volte conosci uno che conosce uno che è amico di uno che ha fatto il militare a cuneo, non so se rendo.
    oppure vai a battere. io credo che se perdo il lavoro andrò a dare il culo.
    dicono che il culo maschile sia molto richiesto, quindi rispetto a te sono avvantaggiato.
    prima dovrò curare le emorroidi suppongo.
    sì, sto sdrammatizzando.
    perchè i periodi di merda capitano a tutti, e a volte sono più lunghi del previsto/sperato, e a volte non puoi far altro che aspettare a denti stretti.
    però c’è anche di peggio.
    pensa a gasparri. lui sarà gasparri per tutta la vita, non ne uscirà mai capisci?
    lascia perdere l’autocommiserazione, serve solo a farti sentire la merda che non sei.

  5. azzerare volendo si può, con un gesto di coraggio teatrale. ma devi mettere in conto di ritrovare le stesse insoddisfazioni altrove, magari mascherate da fastidi differenti. forse ci vuole più coraggio ad imparare ad accettare i limiti di ogni cosa, di ogni lavoro, di ogni persona, di sé stessi e sorriderne

  6. Faccio ciò che mi piace sul lavoro e passo le notti insonni per problemi di cuore. Sono gelida e determinata sul lavoro e mi sciolgo come neve al sole per un uomo che mi tiene sulla corda. Vuoi far cambio? Io lo farei volentieri. Buona settimana!

  7. @ dublina et samara grazie!
    @ afo hai perfettamente ragione ma non ho ancora capito come…
    @andy dalla mia tazzona di caffè latte a volte la situazione mi pare tragica…tavolta no….e considerando che ormai penso che abbiano il mio cv anche sulla luna penso che è il caso che io inizi a pensare a un bel B&B o agriturismo…non si sa mai
    @ martina mmmhhh mi sa che l’erba del vicino è sempre un pò più verde…..
    Buona settimana a tutti!

  8. Tu attendi una risposta che nessuno di noi può dare. Avere un lavoro non significa valere, anzi. Fare un passo alla volta day by day, nulla più, perchè questa è l’era della precarietà e noi generazione “yogurt”ci dobbiamo accontentare dei lavori di plastica, se ci sono, e del nostro futuro cristallizzato.
    ciao Troub

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