Archivi categoria: Opinioni di una mente criminale

Great expectations

Nella vita è tutta una questione di attese. Sì, è vero probabilmente se uno vince 1 milione di euri alla lotteria è felice e basta. Se invece però uno si aspettava di vincerne due, gli sembrerà comunque poco.

Così se uno si aspetta di essere investito da un treno, mentre viene colpito semplicemente da un apecar non può mica lamentarsi e magari, in cuor suo, è felice (“Non mi è andata poi tanto male!)

Applicando questa teoria ai blog, quando uno cerca i prezzi di uno smalto e arriva su un sito di lotta femminista, per quanto possa essere interessante ne resterà probabilmente deluso.

Così quando leggo sulla bacheca di WordPress che all’Insonne di giorno sono arrivate persone che hanno cercato “didascalie palazzo esposizioni teotihuacan” oppure “smalto rihanna what’s my name” o ancora “carnevale trucco ape maia” mi immagino il loro disappunto nello scoprire che nei miei post non tratto di nessuno di questi argomenti.

Quindi, a conti fatti, sono potenziali lettori che, delusi nella ricerca, non potranno per forza di cose apprezzare la mia scrittura e se la prenderanno con la sottoscritta per averli attirati con false promesse.

Ora una soluzione sarebbe inseguire spasmodicamente queste richieste onde prevenire ulteriori possibili visite con le medesime ricerche. E forse non sarebbe neppure un problema se quello che io di tutta questa roba non ne so assolutissimamente nulla. Zero, nein, nisba. Non mi resta che pregare che qualcuno leggendo questo post ne approfitti e corra a scrivere su questi argomenti e mi salvi. Vi pregooooooooooo!

Would you be my Valentine?

Io festeggio. E sarà una cavolata ma ne sono fiera. Voi direte: è una festa commerciale. Mica tanto dico io: le origini pare siano rintracciabili già nel primo Rinascimento, se non prima (vedi pagina Wiki).

E poi diciamocelo: tra scandali Ruby, crisi, disoccupazione, tasse (avete sentito della gabella di un euro su ogni biglietto  per finanziare  il cinema in Italia?) etc non è che ci sia stato proprio tanto da festeggiare ultimamente. Quindi ho deciso che San Valentino mi spetta. Quindi ho iniziato la giornata con un sms al mio fidanzo (che – conoscnedomi – mi ha risposto inondandomi FB di cuoricini  e chiedendomi di essere la sua Valentina) e conto – senza ritegno alcuno – di continuare a festeggiare tutta la giornata. Chi ha il coraggio mi venga a dire qualcosa.

E per finire: lo conoscete il sito Only the good? E’ un progetto dell’artista Antonio Riello (lo stesso per chi non lo conoscesse di Italiani Brava Gente: “videogioco” sul problema dell’immigrazione in cui con le motovedette della Guardia Costiera Italiana si abbattevano i gommoni con i profughi albanesi…..) che per problematizzare criticamente l’uso strumentale delle cattive notizie da parte dei Media, ha creato un sito che propone le notizie aggiornate al minuto, divise in good news e bad news. E dei grafici mostrano l’andamento di questi flussi positivi e negativi, giorno per giorno.

Quindi anch’io per un giorno mi voglio concedere only the good.

Lasciando da parte la trovata – geniale – ogni tanto penso che me lo merito anch’io. Non credete?

La versione di Barney

Sabato ero mezza morta: lavorare nel weekend è veramente deleterio, perchè dopo un po’ anche se non te ne accorgi, ti pesa. Ricomincia il lunedì che sei già stanca.

Quindi la sera del sabato per non  danneggiare ulteriormente il tuo sistema nervoso, scartati il tunf tunf della discoteca e lunghe maratone all’opera, resta ben poco: ristorante o cinema.

E visti i costi del primo, e visto che tavolta i locali sono rumorosi e affollati e il servizio ai tavoli è gestito da tartarughe in pensione, spesso abbandonarsi sulla poltrona di qualche multisala di centrocommerciale è l’unica via per raggiungere il nirvana.

Basta aggiungere qualche cosa da sgranocchiare e una coca ed è perfetto.

parentesi: ormai visti i prezzi del cinema (pop corn d’oro etc) non resta che trafugare beveraggi e snack nella borsa di nascosto dalla maschera-piccola vedetta lombarda che guarda con occhi da lince la megaborsa e cerca di sgamarti mentre ci rimesti dentro, cercando il biglietto, con effetto borsa di Mary Poppins. Ma il libro Cuore non l’ha letto?

Comunque sabato sorso siamo andati a vedere la Versione di Barney film tratto dal libro di Mordecay Richler.

La storia, anche se abbreviata e sintetizzata, è resa veramente bene e pochi sono i cambiamenti sostanziali rispetto alla trama originale: tutti avvenimenti sono spostati di 10 anni in avanti e la narrazione finisce ai nostri giorni; Parigi diventa Roma e così via.

Quello che emerge in modo ben definito è comunque il personaggio di Barney, che anche se pasticcione, assurdo, incasinato, volgare e goffo, ama la vita più di chiunque altro e la vita fino all’ultimo giorno.

Non è un eroe forse, ma è  facile da amare. E tanto – vi assicuro – basta.