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Api italiane

In questi giorni ho avuto un esplosione di visite sul mio blog. Ho messo forse qualcosa di sexy? Una ricetta su come dimagrire o smettere di fumare?

Ebbene no. L’esplosione si deve a ricerche come “costume ape maia”, “come mascherarsi da ape maia”, “trucco ape maia” e altre consimili, legate alla costruzione di antenne, ali etc.

Quindi ho passato ultimi due giorni a cercare con lo sguardo per strada, nei locali e al super persone mascherate da ape/ape maia (anche nella variante magà) ma nulla.

E allora mi chiedo: dove è andata a finire tanta conoscenza informatica, tanto sapere condiviso in rete?

Comunque per rispondere a tutti coloro che mi hanno chiesto in post precedenti da cosa mi sono vestita, quest’anno ho optato per una soluzione super-semplice: il terrorista. Basta un arsenale acquistato dal cinese di fiducia con tanto di fucili/pistole con laser.

Tra tutte le parole chiave utilizzate per arrivare al mio blog c’è stata anche “Lilli Gruber parrucca”. Sarà che oggi è l’8 marzo, quindi anche la festa delle donne (anche se onestamente non ho festeggiato, non ho neppure comprato la mimosa), ma mi sento di spezzare una lancia per la giornalista/ex-parlamentare europeo: avrà magari le labbra rifatte (male) ma i capelli vi posso assicurare che sono veri. L’ho incontrata ad un convegno ormai qualche anno fa e secondo me la loro qualità “plasticosa” dipende semplicemente dalla tinta sedimentata nei secoli…

Comunque buon carnevale e buona festa delle donne in corner. E pensate a divertirvi che per il pentimento e la contrizione c’è sempre tempo! Da domani ovviamente….

Great expectations

Nella vita è tutta una questione di attese. Sì, è vero probabilmente se uno vince 1 milione di euri alla lotteria è felice e basta. Se invece però uno si aspettava di vincerne due, gli sembrerà comunque poco.

Così se uno si aspetta di essere investito da un treno, mentre viene colpito semplicemente da un apecar non può mica lamentarsi e magari, in cuor suo, è felice (“Non mi è andata poi tanto male!)

Applicando questa teoria ai blog, quando uno cerca i prezzi di uno smalto e arriva su un sito di lotta femminista, per quanto possa essere interessante ne resterà probabilmente deluso.

Così quando leggo sulla bacheca di WordPress che all’Insonne di giorno sono arrivate persone che hanno cercato “didascalie palazzo esposizioni teotihuacan” oppure “smalto rihanna what’s my name” o ancora “carnevale trucco ape maia” mi immagino il loro disappunto nello scoprire che nei miei post non tratto di nessuno di questi argomenti.

Quindi, a conti fatti, sono potenziali lettori che, delusi nella ricerca, non potranno per forza di cose apprezzare la mia scrittura e se la prenderanno con la sottoscritta per averli attirati con false promesse.

Ora una soluzione sarebbe inseguire spasmodicamente queste richieste onde prevenire ulteriori possibili visite con le medesime ricerche. E forse non sarebbe neppure un problema se quello che io di tutta questa roba non ne so assolutissimamente nulla. Zero, nein, nisba. Non mi resta che pregare che qualcuno leggendo questo post ne approfitti e corra a scrivere su questi argomenti e mi salvi. Vi pregooooooooooo!

Le caprette ti fanno wow!

Se i bambini di Povia fanno Oh! (o Aho nella versione più convincente di Zalone), un pò compulsivamente, per qualsiasi cosa, collasseranno alla vista di questo oggetto.

Io ero in fila alla cassa a Oviesse (come ogni anno sto approfittando dei saldi per fare scorta di pigiami a 10 euri: non sono di altissima qualità, ma visto il prezzo li considero un pò usa e getta) quando sono stata folgorata sulla mia personalissima via di Damasco da una visione. L’orologio con multiproiettore  di Heidi. Una delle più brutte cianfrusaglie mai viste.

Incredula l’ho fotografata per documentarvi questo momento: spero di non turbarvi troppo con questa immagine.

Infatti, non so voi ma sinché vedo in giro l’ultima pacchianata  delle Winx, dei Gormiti, di Hamtaro non mi fanno né caldo né freddo: non appartengono alla mia generazione. Sono estranei.

Ma Heidi no! Non ci sto, lei è di famiglia! Lei era una semplice, senza pretese: non avrebbe neppure capito il concetto di multiproiettore (che onestamente non è chiaro anche a me). D’accordo, oggigiorno forse avrebbe anche lei il Wifi su in montagna e sognerebbe pecore elettriche, ma l’orologio è veramente orribile (dalla foto non si vede la plasticaccia bene).

Visti i saldi, questa passi, ma se mi toccano l’Ape Maia, comincio ad andare all’Upim.

 

Orologio di Heidi