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I giorni dell’interregno

Li chiamo così. Quei giorni tra Capodanno e la Befana, tra le spese pre-cenone e i saldi, tra le ferie e la vera ripresa del lavoro.

I giorni della dieta depurativa a base di insalata, oro saiwa, te leggero e yogurt magro per cercare di richiudere i jeans.

Sono giorni modesti, sottotono in cui fai le cose, ma lentamente, in modo apatico. Guidi a due a l’ora sino a che chi ha pippato cocaina pure il 3 gennaio non ti suona il clacson e allora da 30 a l’ora passi a 40, facendoti però un po’ rodere.

Stamattina riprendo la macchina dopo aver fatto i pagamenti alla posta (dove come al solito non funzionano i numeretti e devi fare la fila e mi sono trattenuta dalla strage solo per i miei nuovi propositi cui presto dedicherò un post) e sento “Donne, è arrivato l’arrotino,  l’ombrellario…….”

E non capisco da dove proviene il suono. E’ allora nello specchietto che vedo l’altoparlante legato al cofano di una BMW berlina fiammante e dentro un coattone di proporzioni extraterrestri con il braccio fuori dal finestrino che fuma.

Non c’è che dire…l’anno scorso deve essere stato molto buono.

 

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Top 5 panettoni/similpanettoni

Lo ammetto da ex-grassa non mi abbotto più neppure a Natale: sto a dieta persino nei giorni di festa.

E devo dire che negli anni a Natale sono persino dimagrita di un chiletto. Il mio trucco è semplicemente mangiare solo a un pasto, quello in famiglia, mangiare nell’altro solo uno yogurth, non facendo merenda e prendendo a colazione solo un caffè e due oro saiwa.

Ma la mattina di Natale non ci sono santi: mi spetta una gloriosa fetta di panettone.

Ecco perchè ho pensato (alla Nick Hornby) di fare la top 5 dei miei panettoni (o pseudo tali cioè con cioccolato etc) preferiti, da comprare al super senza spendere un occhio della testa in pasticceria:

1) Il Panettone al cioccolato extrafondente le Tre Marie: meno asciutto del tradizionale, è comunque fatto con il lievito madre tradizionale. Basso e morbido, è in assoluto il migliore. Peccato non sia proprio economicissimo. E’ comunque perfetto anche per un regalo o da portare a casa di amici/famiglia per le feste.

2) Il mini panettoncino Flamigni: buono (e caro) come quello grande. Incartato in una scatola decorativa è perfetto anche per decorare i pacchetti regalo.

3) Il Panettone verde siciliano della Dais: ditta catanese forse poco conosciuta, la Dais produce numerose specialità per le feste. Veramente introvabili, sono però deliziose. Consiglio: se le trovate agguantatele senza esitazioni!

4) Il Panettone di Verona senza canditi Bauli: buono il rapporto qualità (media) e prezzo (basso). Le uvette sono tante e la glassa sopra è non generosissima ma decente. E’ adattissimo per feste in cui dovete sfamare un reggimento. Per i più golosi, della stessa marca consiglio anche il Panettone cioccosoffice noir: non è semplicemente un panettone con gocce di cioccolato, ma l’impasto è proprio fatto con il cioccolato. Fa un ottimo effetto ed è proprio buono (la glassa in questo caso è molto più generosa con mardorle)

5) Il gran Nocciolato Maina: ottimo per rapporto qualità/prezzo è un classico natalizio, senza OGM e con lievitazione di due giorni con lievito madre. La glassa è veramente.

Se avete altri suggerimenti, fatevi avanti. Anche se quest’anno fuggo dai parenti e vado fuori quindi potrò portarmi solo un mini-panettone. Magari per capodanno….c’è sempre tempo!

Quando al fine d’un giorno noioso, la gaiezza risorge nel cuor

Ormai a Roma è diventata una nuova tradizione. Verso le 18.30-19.00 le strade si svuotano e i locali si riempiono di folle di una nuova tipologia umana: i maniaci dell’aperitivo, cioè coloro che non sopravvivono senza almeno uno spritz, un crodino o un prosecco accompagnati da qualche stucchino.

Tra di loro vi sono anche i professionisti: coloro che girano i vari locali per confrontare fauna&flora, cocktail, prezzi e sopratutto buffet.

Sì perchè a Roma si è diffuso il meccanismo del buffet libero previa consumazione. Si assiste quindi spesso a scene imbarazzanti di ragazzi che impilano su mini-piatti (previsti per qualche stuzzichino) decine pezzi di pizza, o che costruiscono con la dovizia di provetti architetti cupole di pasta. Per non parlare delle persone che si servono 4/5 volte .

E’ insomma per molti un nuovo modo di fare una cena leggera a poco prezzo.

Devo ammettere che non disdegno l’aperitivo: stando sempre a dieta, mi sembra un ottimo diversivo.

E in più nella mia città ho scoperto qualche posto niente male:

– il Momart: buona la pizza e i cocktail

-il Mokarabia: con un buffet ricco e vario

-il Numbs: tante verdure e buona pasta (attenti alla pizza: è di gomma!)

Freni e Frizioni: c’è sempre un casino di gente ma è supereconomico e divertente

-la Casa del Jazz (solo di domenica): c’è bella gente

Se invece sono in vena di incontrare fighetti (e non sono armata) restano sempre:

-il Red: dove però ti danno solo un piatto (e la consumazione costa 10 euri)

-il Salotto 42

I must rimangono

Vanni: dove puoi sempre vedere qualche bacucco della RAI che ci prova con la velina di turno

Palombini all’Eur: che fa dei tramezzini fantastici

Che dire? Non resta che mettersi i paracolpi e avventurarsi armati oops volevo dire muniti di forchetta verso il buffet. All’arrembaggio.