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Regalo matematicamente esatto!

Tra pochi giorni una mia amica festeggerà il compleanno: ma non è un essere umano come gli altri, è un matematico. Voi direte: e allora?

Beh considerate che se a un cuoco puoi regalare un utensile da cucina, a un pittore colori, a un matematico come dimane si regala? I numeri?

Un vestito? Ora il punto è che il matematico, come il fisico, l’informatico  e in parte l’ingegnere (fatta eccezione per gli ingegneri gestionali ovviamente che condividono lo stile di quelli che vanno ad economia), che sia uomo o donna, ha una specie di divisa: T-Shirt con scritta e jeans. E incoraggiare questo tipo di abbigliamento non  è esattamente nella mia filosofia.

Anche perchè diciamolo: anche se il matematico/fisico/informatico diventa ricco e famoso resta sempre NERD: anche con l’i-phone e la Polo Ralph Lauren (esempio celebre Bill Gates).

E alcuni non essendo neppure ricchi e famosi hanno purtroppo o per fortuna (una risata fa sempre bene!) hanno scoperto Youtube:

E vi assicuro che a fronte di anni di esperienza posso concludere che è inutile provare a a regalare ad un nerd un capo di abbigliamento minimamente frivolo: perchè anche se la “capisse” (e non è assolutamente scontato) non avrebbe nulla da abbinarci e comunque non saprebbe cosa farci o quando metterlo (e così sarà colpa vostra quando uscira con un top di paiettes per andare la mattina a lezione).

Tra i nerd una postillava comunque fatta sugli ingegneri: c’è una profonda differenza infatti tra chi ha scelto ingegneria per vocazione, o più semplicemente per sport (ovvero per far contento papà, o perchè si trova lavoro). E questa profonda differenza si chiama camicia a quadretti.

Per risolvere il dramma del regalo alla mia amica comunque alla fine ho ripiegato sul solito libro, che per il matematico diventa comunque un regalo complesso. Un regalo, che richiede un sostegno e un aiuto esperto. Sì perchè l’umanista non conosce i libri che piacciono al matematico, ma sopratutto non riesce neppure a sceglierli a fronte della descrizione sulla copertina: perchè non la capisce. E’ piena di frasi di numeri, teoremi etc etc pure quella.

Aiutata ho dunque comprato il libro, ma non ho resistito a comprare anche un lucida labbra. Così se non capisce che farci almeno ci evidenzia il libro…

L’ornitorinco

Tra i problemi più grandi per l’insonne di tipo cinico come me (ne esistono, infatti diverse tipologie: morto di sonno, romantico amico delle nuvole, apatico – che differisce dal primo perchè riesce almeno a tenere le palpebre aperte) si annoverano le feste. In particolare quelle in cui è richiesta una partecipazione gioiosa.

E allora l’insonne si trova davanti ad un bivio di Morettiana memoria: vado o non vado?

Io sono sempre di una scuola di pensiero: tentar non nuoce. Quindi se mi annoio, fuggo immediatamente utilizzando una scusa di repertorio (domani lavoro presto, ieri non ho dormito per nulla etc etc).

Voi vi chiederete: perchè ci stai raccontando tutto questo?

Ebbene stamane apro il mio FB, e subito vengo investita da decine di inviti a feste mascherate. Confronto il calendario e la verità è proprio lì davanti a me. Avevo cercato di respingerla fino a questo momento ma ormai è fatta: devo ammettere che il Carnevale è alle porte.

Ora, a parte l’annosa questione del cliccare o meno sui bottoni “parteciperò”, “non parteciperò” e “forse parteciperò”, che manda in crisi – ho scoperto – molti, animi sensibili, si pone una questione ben più grave.

Da cosa mi maschererò? Ora il cinico medio preferisce normalmente mascherarsi nell’ordine: da Morte, da Suora scandalosa, da Satana. E varianti.

Io vado controcorrente: cerco di amalgamarmi nella folla. Mi sono mascherata da Charlot, da angelo, da medico, da zarina (lasciamo perdere!), pierrot, da clown, da fatina.

E ora? Ornitorinco?

Si accettano suggerimenti.