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Una crema di caffè fa primavera

Arriva la primavera (nubi dovute a vulcani a parte) e finalmente tornano in bar e gelaterie varie leccornie estive: gelati, frulati, granite e non da ultima la crema di caffè.

Golosa di qualsiasi prodotto abbia visto, conosciuto e solo odorato caffeina o suoi derivati (cercando di combattere in ogni modo l’occhio calante), non potevo mancare di appassionarmi a questo delizioso preparato.

Ce ne sono principalmente di due marche: Eraclea e Crema del nonno. Io prediligo la prima: più cremosa e dolce.

Anche se il vero difetto è il prezzo che (anche se fissato da Eraclea a 1.10 per la coppetta piccola e a2.00 per la media; 1.50 da asporto) varia di bar in bar: ho visto al centro prezzi da strozzinaggio (rispettivamente 2.00 e 3.00 euri), riservati ad ignari turisti che cercano delicatezze italiane.

Intermezzo :

il mondo dei baristi si divide risaputamente in due categorie: i gentili e i tirchi. Mi spiego: i gentili sono quelli che se chiedi una pasta/cornetto/pizzetta  ti danno quella più grossa sorridendo; quelli tirchi scelgono possibilmente la più piccola e micragnosa. E così via per le gelaterie, tavole calde e chi più ne ha più ne metta.

Riportando questa teoria al nostro caso della crema di caffè ci sono quindi i baristi gentili, che ti decorano la coppetta a piacere, e i tirchi che te la servono così nuda e cruda: come l’insalata senz’olio e sale. Per carità, comunque buona, ma ti resta  la sensazione latente di essere stato leggermente fregato, che ti abbiano privato di qualcosa. Vedi davanti a te il glorioso poster Eraclea in cui si illustrano una ventina di diverse decorazioni: e tu guardi la tua coppetta spoglia e capisci che “è solo un esempio di presentazione”.

Un capitolo a parte meriterebbe la crema di caffè artigianale: ne ho assaggiata una spaziale in una gelateria in via di San Francesco a Ripa, al n° 129. Con sopra la panna, dolce e densa.

Quella gelateria è speciale: oltre ad avere il pistacchio vero (color grigio, non verde acceso color chimico) e un cioccolato fondente superdenso, è l’unica ad avere ancora il cono ad 1 euro.

Mmmh mi sa che nel week end so cosa fare. Siamo solo martedì?!? Ancora????Non si può anticipare?

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Canzone della settimana

Esco  di casa questa mattina con solo un’idea in testa: dedicarvi oggi una bella canzone, una che vi ispiri a tirare avanti tutta questa settimana (a proposito: quanto manca a pasqua?).

Ma non appena arrivo dall’altro capo della città mi accorgo dell’ineluttabile: ho lasciato le chiavi dell’ufficio a casa.

Sono le 7.20, se chiamo qualcuno rischio che mi tolga il saluto.

E allora comincio a messaggiare freneticamente la mia rubrica ma tutto tace.

Nemmeno l’ombra di una risposta: il mio cellulare rimane lì, morto, sul cruscotto dell’auto mentre mia madre continua a proporre soluzioni bislacche di ogni genere.

Sono questi i momenti in cui avverto tutto l’amore che ho verso di lei: è solo questo amore che mi frena dal mangiarle la testa in un morso unico (so che state pensando ma si può, ci vuole solo un pò di destrezza).

Vi lascio solo immaginare il seguito. Sono stata salvata da una donna delle pulizie, che alle 8.30 mi ha risposto dandomi un appuntamento e frenandomi così dallo scapicollarmi a casa bruciandomi ogni sogno di pausa pranzo (che ho potuto così trascorrere su una panchina al sole con i rayban a mangiare il gelato – grazie signora!!!).

Ma voglio lottare contro la mia nuovola nera. E quindi beccatevi questa.

Sorry, we’re closed!

Martina ricordava in un commento un problema centrale nella mia vita in questo periodo: le gelaterie chiuse nei mesi a gennaio/febbraio.

Visto che il problema mi sembra dibattuto in rete, in quanto esperta consumatrice di gelati posso a pieno titolo dire la mia.

Occorre in primo luogo evidenziare una cosa: le migliori gelaterie, quelle per esperti e conoisseur  chiudono, quelle commerciali restano aperte.

Quindi per i maniaci come me che non possono resistere una settimana senza una cialda o al massimo un cono, la tentazione è terribile: cedere o astenersi?

Come vi ho raccontato, ieri al supermarket ho ceduto ad un orribile gelateria che usa le polveri: una gastrite per nulla. E il gelato era pure piccolo.

Ho pensato in queste lunghe notti insonni a qualche soluzione:

– volare in Florida, dove fa più caldo: temo però che la ricerca di una buona gelateria sul suolo statunitense possa prendere più di due mesi.

-minacciare un buon gelataio di morte e farsi aprire: mi sa che è illegale.

Mmmmmmhhhh allora mi sa che mi metto in proprio. Santa E-bay.