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Un suggerimento di lettura: Scena del crimine di Lucarelli e Picozzi

Tra i miei mille impegni del mese, oltre che riuscire a respirare sono anche riuscita a leggere.

In un negozio di quelli con i libri alla metà del prezzo ho trovato Scena del crimine di Lucarelli e Picozzi, uscito ormai qualche anno fa.

Altro che CSI! Il libro spiega scientificamente ma in modo divulgativo tecniche e tecnologie usate nelle investigazioni e casi di cronaca realmente avvenuti.

Insomma dalle prime pagine è chiaro:

Carlo Lucarelli: 1 ; Horatio Caine: 0

Tra i casi più interessanti: quello dello Stevanin, il serial killer di sei prostitute (questo è il numero degli omicidi accertati) che invocò l’infermità mentale dicendo di avere black out di cui poi non ricordava nulla; l’attentato di Oklahoma City, in cui ad anni di distanza e una esecuzione capitale, ancora molti sono i dubbi; quello ormai celeberrimo di Sacco e Vanzetti, in cui ad un’analisi attenta dei fatti si vede come il primo poteva effettivamente essere implicato nella vicenda; il caso di O. J. Simpson in cui le prove non lasciano molti dubbi circa la colpevolezza dell’imputato, salvato solo dall’alzata di scudi della comunità nera.

Il libro quindi aiuta a capire meglio come sono andate delle vicende che tutti, chi più chi meno, abbiamo seguito ai telegiornali, fornendo una sinossi dello sviluppo delle indagini e dei processi, con particolare attenzione alle prove scientificamente rilevate.

Una buona lettura, insomma. Se siete interessati ai crimini, oppure a divenire criminali.

Regalo matematicamente esatto!

Tra pochi giorni una mia amica festeggerà il compleanno: ma non è un essere umano come gli altri, è un matematico. Voi direte: e allora?

Beh considerate che se a un cuoco puoi regalare un utensile da cucina, a un pittore colori, a un matematico come dimane si regala? I numeri?

Un vestito? Ora il punto è che il matematico, come il fisico, l’informatico  e in parte l’ingegnere (fatta eccezione per gli ingegneri gestionali ovviamente che condividono lo stile di quelli che vanno ad economia), che sia uomo o donna, ha una specie di divisa: T-Shirt con scritta e jeans. E incoraggiare questo tipo di abbigliamento non  è esattamente nella mia filosofia.

Anche perchè diciamolo: anche se il matematico/fisico/informatico diventa ricco e famoso resta sempre NERD: anche con l’i-phone e la Polo Ralph Lauren (esempio celebre Bill Gates).

E alcuni non essendo neppure ricchi e famosi hanno purtroppo o per fortuna (una risata fa sempre bene!) hanno scoperto Youtube:

E vi assicuro che a fronte di anni di esperienza posso concludere che è inutile provare a a regalare ad un nerd un capo di abbigliamento minimamente frivolo: perchè anche se la “capisse” (e non è assolutamente scontato) non avrebbe nulla da abbinarci e comunque non saprebbe cosa farci o quando metterlo (e così sarà colpa vostra quando uscira con un top di paiettes per andare la mattina a lezione).

Tra i nerd una postillava comunque fatta sugli ingegneri: c’è una profonda differenza infatti tra chi ha scelto ingegneria per vocazione, o più semplicemente per sport (ovvero per far contento papà, o perchè si trova lavoro). E questa profonda differenza si chiama camicia a quadretti.

Per risolvere il dramma del regalo alla mia amica comunque alla fine ho ripiegato sul solito libro, che per il matematico diventa comunque un regalo complesso. Un regalo, che richiede un sostegno e un aiuto esperto. Sì perchè l’umanista non conosce i libri che piacciono al matematico, ma sopratutto non riesce neppure a sceglierli a fronte della descrizione sulla copertina: perchè non la capisce. E’ piena di frasi di numeri, teoremi etc etc pure quella.

Aiutata ho dunque comprato il libro, ma non ho resistito a comprare anche un lucida labbra. Così se non capisce che farci almeno ci evidenzia il libro…

Tiro all’iPad

Diciamo che in questi giorni non si parla d’altro. Diciamo pure che i nerds appassionati di tecnologia sono moltissimi (basta guardare le facoltà di ingegneria in cui proliferano  decine di corsi e le centinaia di studenti – e qualche studentessa- sono divisi  in canali per lettera) e di questi almeno due terzi ha un blog che parla di software, computer e discute di gravi problemi per l’umanità come “L’iPad ha il multitasking?”

Ora, questo vuol dire, con un breve calcolo mentale, che ci sono centinaia di blog in Italia tenuti da ingegneri che in questi giorni hanno espresso la loro opinione sull’Ipad, che a parte il nome infelice (in inglese vuol dire I-assorbente), non è stato ancora visto da anima viva.

Sì perchè il prodotto in questione non è ancora arrivato nei negozi: quindi al momento si disquisice su una specie di iphone gigante mostrato da un ridente Steve Jobs (che forse dopo questa settimana ha iniziato un nuovo ciclo di terapia e una dieta a base di biscotti allo xanax).

Il dubbio invece che affligge l’insonne è un altro: ma perchè avete bisogno di una padella a led retroilluminata se avete già il pc? Beh per leggere i libri davanti al caminetto, o in metro o dove vuoi.

Uno dei cavalli di battaglia di questo tablet (non mi chiedete cosa significa!), infatti,  è l’e-book: Lui, Steve Jobs ha detto  che l’ iPad avrebbe pensionato il Kindle (di cui in Italia pure non si è ancora vista l’ombra). E allora i nostri ingegneri si sono scatenati con confronti.

Ma io mi chiedo se solo il 56,5 % degli italiani legge , sono tutti ingegneri?