Archivi tag: panino

am i loving it?

Erano mesi che non vedevo una mia amica e oggi ci siamo date appuntamento in centro per mangiare un boccone. Per non esaurire il magro stipendio di un mese in un piatto, abbiamo optato per un panino.

Facendo un giro per diversi bar, abbiamo disgraziatamente scoperto che non c’era nulla che lei, intollerante ai latticini potesse mangiare. Si passava da una mini margherita a un panino mozzarella e hamburger.

Persino i tramezzini erano contaminati: il tonno di diverse marche contiene, per chi non lo sapesse, il lattosio.

Abbiamo ripiegato infine sul McDonald’s. Sì avete capito bene, perchè nonostante i panini del Mc contengano gli ingredienti più vari hanno poco lattosio.

E io mi sono buttata su una novità, il ranch wrap, creato probabilmente per fare concorrenza a Burger King (per cui nutro, insieme allo scrittore Diego De Silva, una passione smodata: il whopper, per me, è il miglior antidepressivo al mondo – anche se stento un pò a credere alla storia delle 221,184 variabili).

E devo ammettere che non era poi tanto male: un pò piccolo ma il pollo era veramente croccante (ovviamente perchè l’ho messo in bocca ancora ustionante; credo che dopo 5 min ci si possa giocare a squash).

E come bibita ho abbinato uno shake al cappuccino: so che l’abitudine di bere un frullato mentre si mangia qualcosa di salato non è proprio nostrana. Anzi diciamo le cose come stanno: è un’americanata ma non posso proprio resistere!

Ora ho mal di testa. Sto ancora smaltendo l’overdose da zuccheri. Ma ne è valsa la pena. Ora devo solo aspettare 6 mesi prima di poter entrare in un altro fastfood…

Annunci

Panini dell’altro mondo

Nella pausa pranzo decido di non andare al solito bar: lì chissà cosa ci mettono nei panini.

Allora cerco un fornaio. Ne trovo uno di quelli fashion dove una rosetta costa un euro e tutti i prodotti portano sigle illeggibili (io personalmente sono rimasta ai doc).

Prendo un numeretto e mi metto rispettosamente in fila con l’ipod a tutto volume. Quasi arrivata al mio turno abbasso e sento: “Scusi mi potrebbe dare un pezzo di margherita? Me la può dividere a metà e ci mette dentro due etti di mortadella?”

Mi giro e vedo una ragazza piccolissima, alta tipo un puffo e mi sono chiesta dove avrebbe messo tutta quella roba.

La fornaia, che probabilmente è avezza a matrimoni insoliti, la guarda e le fa “Altro?”. Vorrei rispondere urlando al suo posto di no ma mi parte un flash back nella mente e mi imbambolo.

Mi sono ricordata di una scena dentro le terme Gellert di Budapest: nella sauna di vapore ho visto una signora di circa duecento chili (come ho già detto da ex-cicciona posso parlare liberamente di lardelli vari) semi nuda, solo qualche lembo di pelle avvolto in un asciugamano zuppo, mangiare una mordella intera e una baguette a morsi.

All’epoca mi andai subito a fiondare nella piscina gelata, giusto per scacciare l’immagine.

Quando sono invece tornata alla realtà quotidiana “fornaia”, ormai era troppo tardi: e non c’era nessun posto dove andarsi a buttare.

Ho sentito urlare “Il prossimo” e guardando verso di me (che ormai ero rimasta sola) “Che le do?”

“Niente, guardi, grazie ma mi è passata la fame”. E sono uscita, marciando verso un Mc Donalds.