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Canzoni di Natale

Vi chiederete probabilmente quale differenza ci sia tra questo post e gli altri: ebbene – sono convinta che i più attenti già l’hanno capito – oggi vi propongo qualche titolo in italiano, dico qualche perchè vi assicuro non ce ne sono proprio tanti e sopratutto decenti.

E’ proprio vero: fortuna che c’è Mina. Di qualche anno fa, ma bellissima Bianco Natale

Amara e forse un pò troppo cinica, critica verso lo spirito “falso” di molte persone a Natale,  festa di meri convenevoli è E’ Natale (1988) sempre di Mina

Venendo a tempi più recenti tra le meno peggio c’è Canzone per Natale, un pò troppo melensa per i miei gusti, visto anche l’autore.

Uno dei pochi album natalizi, del 2008, è quello di Irene Grandi a cui – siccome è Natale – do 5. Infatti il problema non sta tanto nei classici come Bianco Natale che sebbene non siano un granchè sono passabili. La vera tragedia sono le canzoni nuove: la peggiore in assoluto è O è Natale tutti i giorni, canzone in cui sulle note della fantastica More than words degli Extreme, ci racconta i fatti suoi (di cui almeno personalmente non me ne può veramente fregare nulla).

Comunque, il premio per la canzone natalizia italiana più brutta in assoluto, dal 1870 (si consoli Irene Grnadi – salva direi veramente per poco) rimane Natale Din Don Dan cantata da Gino Paoli e Roby Matano che per fortuna non  ho trovato sul tubo ( è nell’album Caro Papà Natale..3 il cui ricavato va in beneficenza: al limite skippate la traccia).

Qualche motivetto, non sempre a tema proprio natalizio ma comunque simpatico si trova nel film del 2004 Natale a casa Deejay.

Vista la penuria di canzoni, alla fine – specie per i bambini – non è male A Natale Puoi di Alicia: per essere chiari il motivetto della pubblicità Bauli.

E last but not least il mitico dissacratorio Checco Zalone Meno male che è Natale, non proprio adatto sotto l’albero ma comunque spassosissimo

OREO VS RINGO BLACK

Tra gli scaffali di Auchan in cui, come in Alice nel paese delle meraviglie, tutto dice “assaggiami”, “mangiami”, “comprami”, ho trovato degli scontatissimi Ringo Black (altrimenti detto “il Ringo che voleva fare l’Oreo”) e giusto per il dovere di documentazione ne ho acquistati due tubi (just in case!).

Quindi stamattina, ancora immersa nel coma post risveglio, vado a fare la prima prova accompagnandoli al caffè.

Il biscotto mi appare troppo spesso, duro ed è praticamente impossibile aprirlo in due per grattarne via con i denti la cremina bianca. E in più, incredibile ma vero anche se è tutto nero non sa molto di cioccolato.

Ma non boccio mai un biscotto al primo incontro e a merenda faccio la prova del 9: inzuppo nel latte freddo.

Niente, l’ennesima delusione: sempre duri. E allora mi appoggio su una mano e non posso far altro che canticchiare “O-RE-OOOOOO, O-RE-O, OREO!”

La pubblicità farà male, ma i Ringo Black sono peggio.

l’insostenibile leggerezza dell’account

Stamattina mi sveglio e nella mia categoria preferita di Youtube, Fai da te e stile (che per inciso raccoglie i video più disparati: da come fare le castagnole, i gioielli in fimo a come farsi trucco e parrucco) trovo una fanciulla piangente che lamenta l’ennesimo oscuramento di un canale.

Ora so che ora molti di voi rideranno e forse qualche mese fa avrei riso pure io: in fondo direte “E’ solo un canale Youtube! Non ne può aprire un altro?”

Eppure però quella piccola sirena nella mia testa che urla “Pericolo!” si è accesa: potrebbe succedere anche a me?

Sarà che in questi giorni non faccio altro che leggere di gente a cui hanno oscurato account FB, blog o profili di vari social network.

E poi sopratutto mi continuo a ripetere: perchè i grandi censori perdono tempo a spaccare il capello in 4 quando ci sono decine di violazioni evidenti ad una cosa che mi pare si chiami “Codice civile”?

Tanto per fare un esempio a caso, c’era una volta in Italia, in un tempo tanto tanto lontano, il reato di apologia del fascismo

(per inciso: la voce wiki non è troppo male, ma ha pienamente ragione l’indicazione  “ottica geopolitica limitata” – e i fascismi si sa sono internazionali – anche se non vale il “Mal comune mazzo gaudio)

…dico c’era perchè il web (e sopratutto Youtube) pullula di filmati, gruppi, canzoni e tributi di vario tipo dedicati a Mussolini.

Vero è che il faccialibro ogni tanto castiga previa segnalazione qualche scempio (vedi tanti casi di pagine neonaziste) ma molti “appassionati di storia” continuano a condividere le loro passioni.

Per non parlare poi dei gruppi, fortunatamente oscurati, che addirittura deridevano Haiti (a volte mi chiedo se certa gente abbia meno sinapsi attive, pessimo humour o sia veramente razzista).

Dulcis in fundo, possiamo anche menzionare i contenuti soft porn promossi dallo stesso Fb nelle pubblicità.

La storia in fondo è sempre la solita: chi censurerà il censore?

ps. lo so cosa state pensando ma il primo post semiserio dove arrivare. Purtroppo.