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Fortuna non guardo più la tv

Meno male che c’è internet mi dico sbirciando tra i video di Youtube con clip delle trasmissioni dell’ultimo dell’anno.

Ora non so se perchè ma in alcuni momenti dell’anno, il palinsesto raggiunge nuove soglie di pacchianità e coattagine (per chi non è romano coatto è sinonimo di truzzo, esaurito etc)  non fossi italiana, potrei anche farmi una risata come davanti alle trasmissioni tipo Banzai (ve lo ricordate? quanto mi manca).

Evidenzio per era fortunatamente estraneo ai fatti che le due trasmissioni, rispettivamente di Rai e Mediaset, competitor per la serata erano L’anno che verrà e Capodanno Cinque, la cui sfida era evidentemente a proporre la scena più trash mai vista nella tv italiana.

Ma partiamo dalla seconda.

Tra le varie scene pacchiane, non possiamo non menzionare il balletto in stile Moulin Rouge: ma lo sanno che il film è talmente vecchio che la Kidman nel frattempo ha subito 3 o 4 interventi chirurgici e ha cambiato stato civile un paio di volte?

Ma la palma va sicuramente alla D’Urso che per non essere da meno delle ballerine ventenni si esibisce con Samuel Peron (che onestamente non so chi sia, ma è evidentemente una mia gravissima ignoranza perchè ha anche una voce wiki) in una specie di ballo latino americano improvvisato in cui credo al rallenty le si possa vedere tutto. Per dirci: ” Non è mai troppo tardi. Se quando avevate 20 anni volevate andare in India a fare i freak, anche se avete 70 anni per gamba, non sentitevi ridicoli e buttatevi. La vita media si è allungata”. Insomma era in ultima analisi un invito trash al carpe diem: una filosofia da balera.

Ma passando di canale si arriva all’eccellenza. Ancora peggio la versione corale di Caro amico di scrivo del cast de L’anno che verrà, con stonature DOC e con Luisa Corna vestita da cosacca e un urlo finale da paura.

Ma verso la Mezzanotte (verso, è proprio il caso di dirlo) sono riusciti a dare il proprio meglio: non sono neppure riusciti a fare il conto alla rovescia coordinandosi con l’orologio e la sovraimpressione (e pensare che lo sa fare anche il mio cellulare). Ora il countdown da una trasmissione di Capodanno mi sembra il minimo sindacale, no?

Ma veramente da non perdersi era anche il collegamento con Roma in cui Mara Venier (che se ho capito bene riesumano solo in occasioni televisive, che per inciso non è stata capace neppure di abbinare la pelliccia ai guanti, di due rossi diversi, con un effetto quasi raccapricciante) cerca di sfidare un Alemanno attonito dicendo che a Rimini si stanno facendo più fuochi che a Roma. Mi sa che non si erano proprio messi d’accordo bene.

Fortuna comunque che sono tornata a casa. Senza tv. Al mio pc. Ora devo solo aspettare che Youtube non metta più questi video nelle prime pagine. E temo purtroppo ci vorrà….ma cos’è che portava via allora la Befana?

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Dancing WC

Venerdì sera, dopo il lavoro, decidiamo di fare qualcosa di diverso. Di fare qualcosa di mondano.

E siccome eravamo in centro, siamo andati in un locale di cui avevamo sentito molto  parlare per cena: The Perfect Bun a Largo del Teatro Valle n.5.

Dj set, cucina americana e atmosfera cool: un buon mix.

Allora a parte le frequentazioni del locale (molte ragazze avevano visto qualche puntata di troppo di Gossip girl), devo dire che il ristorante meritava davvero.

Un po’ caro, ma le porzioni erano veramente esagerate (la montagna di tortilla è pazzesca!) e la qualità super (mai mangiata una cheesecake così buona: il formaggio con cui la fanno non è il solito philadelphia con cui in italia surroghiamo gli ingredienti originali della ricetta)

Un momento di panico però è arrivato quando sono andata alla toilette: era al buio, illuminato solo da una palla  stroboscopica da discoteca, con Dancing Queen degli Abba a palla.

Ora va bene essere cool (e lo ammetto un pò ho ballato), ma forse lo era troppo per me. Lo so – direte – sto invecchiando.

Cocco belloooooooooo…….Cocco frescoooooooooooooooo

Grazie alla mia breve vacanzina, sono venuta a conoscenza di una serie di nuove mode vacanziere.

Tra le più intelligenti – sembra quasi paradossale a dirsi ma è vero –  quella della minicar che vende frutta. Sì avete capito bene: anch’io all’inizio sono rimasta un pò scioccata quando ho visto queste mini-macchine sfrecciare sui bagnasciuga….ma “provando” onestamente mi sono dovuta ricredere.

Il menù di molti, poi, era assai vario: macedonie, ananas, cocco, melone ed anguria.

La nota dolente è piuttosto il prezzo: sono arrivata a pagare ben 2.50 € una fetta di cocomero (non oso pensare al prezzo al chilo).

Per il famoso “cocco bello”, la questione è diversa: la moda più invalsa è vendere mezzo cocco a 5 €. Sicuramente più economico del pezzettino a 1/1.50€, ma un pò troppo impegnativo  se si è soli (ho supplicato per avere una sola fetta, ma non c’era niente da fare).

Risultato: in una settimana, sono diventata una vera e propria drogata di cocco e  stamattina, in giro per Roma,n on ho potuto resistere e ho fatto sosta a Despar per una confezione di Cocco Almaverde Bio.

La sera mi rifugio dai banchetti di frutta: mitico quello a Val Melaina (che vende anche un curioso incrocio tra melone e cocomero: sapore del primo, consistenza del secondo) e quello della batteria Nomentana.

Spero non abbia effetti collaterali. Almeno non troppo gravi.